Conto corrente aggregato: gestire più banche da un’unica app

Nel corso dell’ultimo decennio, il sistema finanziario globale ha intrapreso un percorso di radicale digitalizzazione che ha trasformato profondamente il rapporto tra gli utenti e la ...

Nel corso dell’ultimo decennio, il sistema finanziario globale ha intrapreso un percorso di radicale digitalizzazione che ha trasformato profondamente il rapporto tra gli utenti e la gestione del proprio patrimonio. Tra le innovazioni più rilevanti emerse nel panorama bancario europeo figura il conto corrente aggregato, uno strumento tecnologico ed operativo che permette ai risparmiatori di consultare e monitorare i propri rapporti bancari supportati all’interno di un’unica applicazione per smartphone o di una sola piattaforma web, come accade con il servizio di banking di Easypol

L’evoluzione ha superato il vecchio modello strutturato su silos isolati, dove il cliente era costretto a passare da un’applicazione all’altra per avere un quadro completo delle proprie finanze, inaugurando un’era di trasparenza, accessibilità e integrazione informativa.

Il quadro normativo dell’Open Banking e la Direttiva PSD2

La genesi e la diffusione su larga scala dei conti aggregati sono strettamente collegate all’entrata in vigore della seconda direttiva europea sui servizi di pagamento, nota a livello internazionale con la sigla PSD2. La PSD2 ha creato un quadro normativo europeo che ha favorito lo sviluppo dell’Open Banking, regolamentando l’accesso ai dati dei conti da parte di fornitori terzi autorizzati. La normativa ha rafforzato il controllo dell’utente sulle proprie informazioni di pagamento, consentendogli di autorizzare fornitori terzi regolamentati ad accedere ai dati dei conti designati, secondo modalità sicure e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

Di conseguenza, la legge fa obbligo a tutte le banche operanti nell’Unione Europea di consentire l’accesso sicuro a questi dati a soggetti terzi autorizzati, definiti fornitori di servizi di pagamento di terze parti, a condizione che l’utente abbia espresso una preventiva e libera autorizzazione informata. La Direttiva PSD2 ha istituito due figure regolamentate di fondamentale importanza: i fornitori di servizi di informazione sui conti, necessari per la creazione degli aggregatori di saldo, e i fornitori di servizi di disposizione di ordine di pagamento, che consentono di avviare bonifici e trasferimenti direttamente dall’applicazione centralizzata senza dover accedere al portale della banca d’origine.

La tecnologia delle API e l’architettura dei servizi di informazione sui conti

Dal punto di vista strettamente informatico, il funzionamento dei conti correnti aggregati si basa sull’impiego delle API, acronimo di Application Programming Interface. Le API consentono all’aggregatore di comunicare con le interfacce messe a disposizione dagli istituti finanziari e di recuperare le informazioni autorizzate dall’utente. 

Grazie alle connessioni con gli istituti finanziari, l’applicazione può aggregare le informazioni disponibili sui rapporti supportati, come conti di pagamento e, quando previsto dal servizio, altre tipologie di prodotti finanziari.

Quando l’utente avvia l’applicazione dell’aggregatore, il sistema invia una richiesta crittografata agli istituti collegati, i quali rispondono trasmettendo i dati aggiornati relativi ai saldi disponibili e all’elenco dei movimenti più recenti. La frequenza e i tempi di aggiornamento possono variare in base all’istituto e alla modalità di collegamento. Nel modello Open Banking regolamentato dalla PSD2, l’utente non deve comunicare all’aggregatore le proprie credenziali di sicurezza della banca: l’autorizzazione avviene attraverso procedure sicure predisposte dagli istituti.

Le funzionalità operative e i vantaggi nella gestione finanziaria personale

L’utilizzo di un conto corrente aggregato garantisce immediati benefici operativi, consentendo un drastico efficientamento della gestione del bilancio familiare o aziendale. Il vantaggio più evidente è l’eliminazione della frammentazione operativa: non è più necessario passare continuamente da un’app bancaria all’altra per controllare il saldo e i movimenti dei diversi conti collegati, poiché la situazione globale viene rappresentata in una singola plancia di controllo centralizzata.

Oltre alla semplice visualizzazione consolidata delle disponibilità liquide, alcuni aggregatori integrano sistemi automatizzati di analisi e categorizzazione delle transazioni capaci di analizzare e categorizzare automaticamente le entrate e le uscite. Le transazioni vengono scansionate ed etichettate in voci di spesa omogenee, quali utenze domestiche, generi alimentari, trasporti, tasse, tempo libero o abbonamenti a servizi digitali, indipendentemente dal conto o dalla carta di credito con cui l’acquisto è stato saldato. 

La vista unificata permette ai risparmiatori di identificare con estrema precisione l’incidenza dei costi fissi, di scoprire eventuali abbonamenti dormienti mai disdetti e di pianificare con maggiore accuratezza i propri obiettivi di risparmio e di investimento a lungo termine.

Protocolli di sicurezza, autenticazione forte e gestione della privacy

La concentrazione di tutte le informazioni finanziarie all’interno di un’unica piattaforma solleva comprensibili domande in merito alla protezione dei dati sensibili e alla sicurezza informatica. Per contrastare i rischi di frodi o di intercettazioni malintenzionate, gli aggregatori autorizzati devono rispettare specifici requisiti normativi e di sicurezza previsti dalla disciplina sui servizi di pagamento e sulla protezione dei dati.

L’accesso e le operazioni effettuate tramite servizi di pagamento sono soggetti alle regole di autenticazione previste dalla PSD2 e dalle relative norme tecniche. In particolare, la Strong Customer Authentication (SCA) richiede, nei casi in cui è prevista, l’utilizzo di almeno due elementi appartenenti a categorie diverse: un elemento di conoscenza, come una password o un codice PIN, un elemento di possesso, come lo smartphone certificato, e un elemento di inerenza, rappresentato dai dati biometrici come le impronte digitali o il riconoscimento facciale. 

Per l’accesso ai dati tramite un AISP, la normativa prevede specifiche regole sull’autenticazione forte e sul suo rinnovo periodico. In particolare, in determinate circostanze la Strong Customer Authentication deve essere rinnovata ogni 180 giorni. L’utente può revocare l’autorizzazione concessa al servizio, secondo le modalità previste dall’aggregatore e dall’istituto finanziario.

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