Cittadinanza Italiana. Come pagare il contributo di 250 euro tramite i canali digitali?

Il percorso per l’ottenimento della cittadinanza italiana, sia essa per matrimonio o per residenza, rappresenta un iter amministrativo complesso che richiede il rispetto rigoroso di ...

Il percorso per l’ottenimento della cittadinanza italiana, sia essa per matrimonio o per residenza, rappresenta un iter amministrativo complesso che richiede il rispetto rigoroso di requisiti documentali e finanziari.

Uno dei passaggi propedeutici fondamentali, sancito dalla normativa vigente e aggiornato negli importi dai decreti sicurezza, è il versamento del contributo obbligatorio di 250 euro.

La somma è destinata al Ministero dell’Interno e la sua mancata attestazione comporta l’inammissibilità dell’istanza. Con la progressiva digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, le modalità di pagamento si sono evolute, abbandonando i vecchi sistemi cartacei in favore di soluzioni telematiche più rapide, sicure e facilmente tracciabili.

Il quadro normativo e l’obbligatorietà del contributo

L’obbligo del pagamento del contributo per le istanze di cittadinanza è disciplinato dalla Legge n. 94 del 2009, successivamente modificata dal Decreto Legge n. 113 del 2018, che ha innalzato l’importo dagli originari 200 euro agli attuali 250 euro.

Tale somma deve essere versata da tutti i cittadini stranieri che presentano domanda ai sensi degli articoli 5 e 9 della Legge 91/92. È importante sottolineare che il pagamento deve essere effettuato prima dell’invio telematico della domanda attraverso il portale ALI del Ministero dell’Interno, poiché gli estremi della ricevuta devono essere inseriti obbligatoriamente nel modulo online.

La transizione verso il sistema PagoPA ha reso questo processo più lineare, eliminando le ambiguità legate alla compilazione manuale dei codici tributo.

L’integrazione del sistema PagoPA nel Portale Servizi

La principale modalità di pagamento attuale è integrata direttamente all’interno del Portale Servizi del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione.

Una volta effettuato l’accesso tramite SPID o CIE, il richiedente può procedere alla generazione dell’avviso di pagamento elettronico, attraverso un sistema che garantisce che il versamento sia correttamente associato ai suoi dati anagrafici e alla tipologia di pratica specifica.

Come detto più volte, PagoPA funge da nodo telematico che connette l’utente con i Prestatori di Servizi di Pagamento, permettendo di scegliere tra diverse opzioni digitali. La procedura guidata all’interno del portale riduce enormemente il rischio di errori nella causale o nell’importo, problemi che in passato portavano a lunghi iter di recupero somme o rigetti delle domande.

Modalità di pagamento immediato online

Per chi desidera concludere l’operazione in tempo reale, il portale offre l’opzione di pagamento immediato. Selezionando questa modalità, l’utente viene reindirizzato su una piattaforma sicura dove può scegliere di utilizzare la propria carta di credito, di debito o prepagata, purché abilitata ai pagamenti online.

In alternativa, è possibile utilizzare i moderni wallet digitali o il servizio di home banking se la propria banca aderisce al circuito. Il vantaggio principale di questa opzione risiede nell’istantaneità della transazione: il sistema genera immediatamente la Ricevuta Telematica. Essa attesta l’avvenuto versamento con valore legale e viene automaticamente recepito dal sistema informativo del Ministero dell’Interno, velocizzando i controlli preventivi sulla domanda.

Pagamento differito tramite avviso cartaceo o digitale

Qualora il richiedente non disponga di strumenti di pagamento online o preferisca saldare l’importo attraverso canali fisici, il sistema permette di generare e stampare un avviso di pagamento.

Il documento contiene un QR Code e un codice IUV che ne permettono l’utilizzo presso una vasta rete di punti convenzionati. È possibile recarsi in banca, negli uffici postali, nelle tabaccherie, nelle ricevitorie o presso i supermercati che espongono il logo PagoPA.

Anche in questo caso, sebbene l’operazione avvenga fisicamente, il flusso di informazioni rimane digitale. Una volta effettuato il saldo presso lo sportello, il sistema aggiornerà lo stato del pagamento nel portale ministeriale solitamente entro poche ore, rendendo disponibile la ricevuta necessaria per l’invio dell’istanza di cittadinanza.

L’altro metodo, ancora più rapido, è quello di utilizzare l’app di Easypol, scansionando sempre il QR Code o inserendo manualmente i dati, pagando in brevissimo tempo e in modo assolutamente sicuro e affidabile.

Gestione degli errori e corretta conservazione della ricevuta

Un aspetto critico riguarda la corrispondenza dei dati. Il pagamento del contributo di 250 euro deve essere effettuato a nome del richiedente la cittadinanza. Qualora un familiare o un terzo effettui il pagamento, è essenziale che nel campo relativo al “soggetto versante” siano inseriti correttamente il nome, il cognome e il codice fiscale di chi presenta la domanda.

Se si commette un errore nell’importo o nella tipologia di tributo, non è possibile correggere il versamento ex post. Sarà necessario richiedere il rimborso al Ministero dell’Interno tramite una procedura amministrativa dedicata e procedere a un nuovo pagamento corretto.

La ricevuta telematica deve essere conservata con cura, poiché potrebbe essere richiesta in fase di istruttoria dalla Prefettura o dal Consolato competente per verificare la regolarità del versamento nel tempo.

Verifica della marca da bollo digitale

Oltre al contributo di 250 euro, l’istanza di cittadinanza richiede l’assolvimento dell’imposta di bollo, attualmente pari a 16 euro. Anche questo pagamento può essere gestito digitalmente.

Nel portale del Ministero dell’Interno è infatti presente la funzionalità per l’acquisto della marca da bollo telematica tramite il servizio @e.bollo, integrato sempre nel circuito PagoPA.

Tale opzione evita al richiedente di doversi recare fisicamente a comprare la marca cartacea e di doverne poi inserire manualmente il codice identificativo nel modulo.

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