Spese detraibili nel 730: l’importanza della tracciabilità dei pagamenti

La stagione della dichiarazione dei redditi rappresenta un momento fondamentale per milioni di contribuenti italiani, i quali cercano di recuperare parte delle spese sostenute durante ...

La stagione della dichiarazione dei redditi rappresenta un momento fondamentale per milioni di contribuenti italiani, i quali cercano di recuperare parte delle spese sostenute durante l’anno attraverso le detrazioni fiscali.

Tuttavia, negli ultimi anni, il quadro normativo è diventato estremamente rigoroso riguardo alle modalità con cui queste spese devono essere effettuate. Non è più sufficiente possedere la fattura o lo scontrino fiscale per garantirsi il diritto al rimborso del 19% sugli oneri sostenuti; la legislazione vigente ha infatti elevato la tracciabilità del pagamento a requisito essenziale e imprescindibile per la quasi totalità delle voci detraibili nel modello 730.

Il quadro normativo e il principio di tracciabilità

L’obbligo della tracciabilità per le detrazioni d’imposta è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2020 ed è ormai pienamente a regime.

Il principio cardine stabilito dall’Agenzia delle Entrate prevede che, per poter beneficiare della detrazione del 19% degli oneri indicati nell’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), il contribuente debba eseguire il pagamento mediante sistemi “tracciabili”.

La misura è stata concepita non solo per contrastare l’evasione fiscale e il fenomeno dei documenti fittizi, ma anche per garantire una maggiore trasparenza nel flusso finanziario tra cittadino ed ente erogatore del servizio o venditore del bene. In assenza di una prova cartacea o digitale del pagamento elettronico, il diritto alla detrazione decade automaticamente, anche in presenza di una prestazione effettivamente ricevuta e documentata da fattura.

Quali sono i mezzi di pagamento ammessi

Per rispettare i dettami della norma, il contribuente deve utilizzare strumenti che lascino un’impronta finanziaria verificabile.

Tra i mezzi di pagamento considerati validi figurano i bonifici bancari o postali, le carte di debito, le carte di credito, le carte prepagate, gli assegni bancari e circolari, nonché altri sistemi di pagamento elettronico che garantiscano l’identificazione del pagatore.

È fondamentale che vi sia una corrispondenza diretta tra il soggetto che sostiene la spesa e il titolare dello strumento di pagamento utilizzato. Se, ad esempio, un figlio a carico paga una propria spesa medica con la carta di credito del genitore, la detrazione spetta a quest’ultimo, a patto che il documento di spesa sia intestato correttamente o annotato secondo le disposizioni vigenti.

Le eccezioni alla regola generale: farmaci e sanità pubblica

Nonostante il rigore della norma, il legislatore ha previsto alcune eccezioni per andare incontro alle esigenze quotidiane dei cittadini e non complicare eccessivamente le operazioni di acquisto di beni di prima necessità sanitaria.

Rimangono infatti detraibili, anche se pagati in contanti, gli acquisti di medicinali e di dispositivi medici effettuati presso farmacie o parafarmacie. Allo stesso modo, sono escluse dall’obbligo di tracciabilità le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche (come ospedali e ASL) e quelle rese da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

In tutti gli altri casi, come le visite presso studi medici privati, le sedute psicoterapeutiche o i trattamenti fisioterapici in centri non accreditati, l’uso del contante preclude definitivamente la possibilità di ottenere il beneficio fiscale nel 730.

La documentazione necessaria per la prova del pagamento

La corretta conservazione dei documenti è l’aspetto operativo più delicato per il contribuente.

Oltre alla fattura o alla ricevuta fiscale, che attesta la natura della spesa, è necessario conservare la prova del pagamento tracciabile. Tale prova può consistere nella ricevuta del bancomat, nell’estratto conto della carta di credito, nella copia del bonifico o nell’estratto del conto corrente bancario o postale.

Un’alternativa semplificativa, accettata dall’amministrazione finanziaria, consiste nell’annotazione sulla fattura stessa da parte del percettore delle somme. Se il medico o il fornitore del servizio scrive sulla fattura che il pagamento è avvenuto con mezzi tracciabili (ad esempio specificando “pagato con POS“), tale dicitura è considerata sufficiente ai fini della verifica fiscale, sollevando il contribuente dall’obbligo di conservare lo scontrino del POS.

Spese scolastiche, veterinarie e altre voci soggette all’obbligo

Oltre alle spese sanitarie private, l’obbligo di tracciabilità si estende a una vasta gamma di oneri detraibili che spesso incidono pesantemente sul bilancio familiare.

Tra questi figurano le spese di istruzione (dalle rette degli asili nido alle tasse universitarie), le spese per la frequenza di corsi scolastici, le erogazioni liberali a favore di enti del terzo settore, le spese veterinarie per gli animali d’affezione e le spese per le attività sportive dei ragazzi.

Anche le spese funebri e i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni rientrano in questo perimetro. In ognuno di questi casi, il passaggio di denaro contante annulla il vantaggio fiscale del 19%, rendendo la spesa effettiva molto più gravosa per il contribuente inesperto.

Conseguenze in caso di controlli e sanzioni

L’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati e formali sui modelli 730, incrociando i dati inviati dai prestatori di servizi (medici, università, assicurazioni) con quanto dichiarato dal cittadino.

Qualora emerga una discrepanza o l’assenza della prova di tracciabilità, l’ufficio procede al disconoscimento della detrazione, che comporta non solo la restituzione dell’importo indebitamente percepito o non pagato, ma anche l’irrogazione di sanzioni amministrative e il calcolo degli interessi di mora.

È dunque vitale agire preventivamente durante tutto l’anno solare, adottando abitudini di pagamento digitali e organizzando meticolosamente l’archivio delle ricevute, per evitare che una dimenticanza formale si trasformi in una perdita economica anche rilevante al momento della liquidazione delle imposte.

La consapevolezza fiscale del contribuente

In linea generale, la tracciabilità dei pagamenti non deve essere percepita solo come un onere burocratico, ma come una tutela per il contribuente stesso.

La digitalizzazione dei flussi di pagamento permette una pre compilazione più accurata della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate, riducendo il margine di errore e facilitando il recupero delle somme spettanti.

Tuttavia, la responsabilità finale della verifica rimane in capo al cittadino, che deve vigilare affinché ogni uscita potenzialmente detraibile venga gestita correttamente sin dal momento della transazione. Solo attraverso una gestione consapevole e ordinata delle proprie finanze è possibile massimizzare i benefici fiscali previsti dalla legge, contribuendo al contempo a un sistema tributario più equo e trasparente.

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